<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4959989744853287594</id><updated>2011-04-21T11:06:37.778-07:00</updated><title type='text'>Voto e classi sociali</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://archivirifovotoclassi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4959989744853287594/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivirifovotoclassi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>l'ernesto urbino: archivi rifondazione comunista</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07138488347624304919</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4959989744853287594.post-8267390677935452050</id><published>2007-06-24T03:33:00.001-07:00</published><updated>2007-06-24T03:34:56.048-07:00</updated><title type='text'>Professioni e scelte di voto: UNA POLARIZZAZIONE TRA LAVORO AUTONOMO E LAVORO DIPENDENTE</title><content type='html'>&lt;p&gt;di Roberto Biorcio, da Itanes: Dov’è la vittoria? Il voto del 2006 raccontato dagli italiani -  il Mulino, Bologna 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per interpretare i risultati delle recenti elezioni nazionali può&lt;br /&gt;essere importante interrogarsi sulle opzioni di voto che sono state&lt;br /&gt;espresse nell’ambito delle classi sociali e nelle diverse categorie&lt;br /&gt;professionali. La rilevanza di questo problema si può cogliere&lt;br /&gt;immediatamente partendo da una semplice osservazione. Le&lt;br /&gt;percentuali di voto dell’Unione e della Casa delle libertà sono&lt;br /&gt;state, come è noto, quasi equivalenti nel complesso dell’elettorato.&lt;br /&gt;Nell’ambito di diverse categorie professionali e/o classi sociali&lt;br /&gt;si sono manifestate differenze molto forti a favore dell’una o&lt;br /&gt;dell’altra coalizione. Si può dunque pensare che, anche se il&lt;br /&gt;voto è una scelta individuale, la posizione sociale dell’elettore&lt;br /&gt;abbia esercitato un’influenza significativa sulle sue opzioni nelle&lt;br /&gt;recenti elezioni. Mostreremo tra poco le modalità secondo cui&lt;br /&gt;questa influenza si è manifestata. Occorre in ogni caso ricordare&lt;br /&gt;come i meccanismi che mettono in relazione l’appartenenza a&lt;br /&gt;un categoria professionale con il comportamento elettorale siano&lt;br /&gt;complessi e sensibili a diversi condizionamenti. Non è ovviamente&lt;br /&gt;la «oggettiva» posizione di un elettore in una categoria (o in&lt;br /&gt;una classe sociale) a rendere più probabile una scelta di voto.&lt;br /&gt;L’appartenenza ad una categoria socioprofessionale favorisce&lt;br /&gt;però il riconoscimento di specifici interessi, che possono trovare&lt;br /&gt;maggiore o minore attenzione nei programmi dei candidati e delle&lt;br /&gt;liste in competizione. L’appartenenza a una classe sociale può&lt;br /&gt;d’altra parte avere un’influenza sui valori e sulla stessa identità&lt;br /&gt;degli elettori. Interessi, valori e identità dell’elettore sono spesso&lt;br /&gt;le premesse decisive che orientano la scelta fa le diverse proposte&lt;br /&gt;elettorali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La valorizzazione del lavoro autonomo e dell’impresa privata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’analisi del comportamento elettorale sulla base delle categorie&lt;br /&gt;professionali o delle classi degli elettori – che è stata denominata&lt;br /&gt;nella letteratura come «modello di classe» – per molti anni dopo&lt;br /&gt;la seconda guerra mondiale è stata praticamente inutilizzabile in&lt;br /&gt;Italia. Le tradizioni subculturali a base territoriale, che si trasmettevano&lt;br /&gt;di generazione in generazione attraverso la socializzazione&lt;br /&gt;familiare, hanno esercitato un’influenza sulle scelte di voto spesso&lt;br /&gt;molto superiore a quella che poteva emergere dall’appartenenza&lt;br /&gt;a una specifica classe sociale. E d’altra parte, l’appartenenza alla&lt;br /&gt;comunità cattolica attraversava le divisioni sociali, e orientava il&lt;br /&gt;voto dei credenti indipendentemente dalle categorie professionali&lt;br /&gt;di appartenenza. Per queste ragioni, il profilo sociale degli&lt;br /&gt;elettorati dei principali partiti (Democrazia cristiana e Partito&lt;br /&gt;comunista) non appariva molto diverso da quello del complesso&lt;br /&gt;della popolazione, in particolare nelle aree territoriali in cui erano&lt;br /&gt;più radicate le rispettive tradizioni subculturali. Almeno fino alla&lt;br /&gt;metà degli anni ’90, la possibilità di spiegare il comportamento&lt;br /&gt;degli elettori italiani a partire dal modello di classe era molto limitata.&lt;br /&gt;Il quadro delle relazioni tra gli elettori, le classi sociali e i&lt;br /&gt;partiti è però molto cambiato dopo la crisi della prima Repubblica.&lt;br /&gt;La Lega nord prima e Forza Italia poi – i partiti che hanno&lt;br /&gt;profondamente cambiato gli scenari della competizione elettorale&lt;br /&gt;e hanno creato le basi per la formazione della coalizione di centrodestra&lt;br /&gt;– si sono proposti di rappresentare nell’arena politica&lt;br /&gt;una serie di interessi che in passato erano semplicemente mediati&lt;br /&gt;nell’ambito dei programmi generali dei grandi partiti di massa.&lt;br /&gt;I due nuovi partiti hanno cercato di offrire così un’espressione&lt;br /&gt;diretta a domande della società civile poco ascoltate dal ceto&lt;br /&gt;politico tradizionale. La Lega si presentò sin dalle origini come&lt;br /&gt;portavoce degli interessi e dei valori che emergevano dalle aree di&lt;br /&gt;piccola impresa nelle regioni settentrionali. Forza Italia fu fondata&lt;br /&gt;da un imprenditore di successo «prestato alla politica» che ha&lt;br /&gt;continuamente riaffermato la propria identificazione con i valori,&lt;br /&gt;la mentalità e gli interessi autentici della categoria di provenienza.&lt;br /&gt;Acquistarono così rilievo crescente nell’agenda politica una serie&lt;br /&gt;di temi molto sentiti da particolari categorie socioprofessionali: la&lt;br /&gt;protesta fiscale, la critica allo statalismo burocratico e inefficiente,&lt;br /&gt;la valorizzazione dell’impresa provata.&lt;br /&gt;Questo tipo di proposte non aveva però prodotto inizialmente&lt;br /&gt;effetti significativi. Nelle elezioni del 1994 l’appartenenza&lt;br /&gt;a specifiche categorie socioprofessionali ebbe un ruolo poco&lt;br /&gt;importante per il consenso elettorale di Forza Italia e della Lega.&lt;br /&gt;Nella comunicazione del Carroccio dominava la critica alla partitocrazia,&lt;br /&gt;la polemica contro «Roma ladrona». L’elettorato di Forza&lt;br /&gt;Italia, conquistato in pochi mesi con le tecniche del marketing&lt;br /&gt;pubblicitario, tendeva a rappresentare uno specchio fedele della&lt;br /&gt;società italiana. Si rilevavano infatti solo lievi accentuazioni del&lt;br /&gt;consenso elettorale in alcuni gruppi sociali: i lavoratori in proprio,&lt;br /&gt;le casalinghe e gli imprenditori . Si mostrava d’altra parte&lt;br /&gt;una lieve difficoltà di penetrazione nei ceti medi impiegatizi. Le&lt;br /&gt;stesse tendenze valevano anche per gli altri partiti che avevano&lt;br /&gt;costituito la coalizione di centrodestra.&lt;br /&gt;Nelle elezioni del 1996 e ancora più in quelle del 2001 si&lt;br /&gt;verificarono trasformazioni importanti nella distribuzione del&lt;br /&gt;voto delle classi sociali. Era cresciuta notevolmente la capacità&lt;br /&gt;della coalizione di centrodestra – e soprattutto di Forza Italia&lt;br /&gt;– di attrarre consensi tra gli imprenditori e i lavoratori autonomi&lt;br /&gt;(commercianti e artigiani). Erano sempre più orientate verso il&lt;br /&gt;centrodestra i voti delle casalinghe. Tendevano così a crescere in&lt;br /&gt;modo accentuato i consensi nei settori sociali che già nel 1994 si&lt;br /&gt;erano mostrati più sensibili all’appello di Berlusconi. Ma anche&lt;br /&gt;tra i lavoratori dipendenti delle industrie private prevalevano le&lt;br /&gt;scelte di voto a favore dei partiti di centrodestra. Il voto per la&lt;br /&gt;Casa delle libertà riusciva così a superare la tradizionale contrapposizione&lt;br /&gt;fra borghesia e classe operaia.&lt;br /&gt;La coalizione di centrosinistra, che aveva presentato diverse&lt;br /&gt;formule e combinazioni di forze politiche (i Progressisti nel&lt;br /&gt;1994, l’Ulivo nel 1996 e nel 2001), appariva sulla difensiva sul&lt;br /&gt;terreno della rappresentanza degli interessi economici e sociali&lt;br /&gt;I suoi programmi si qualificavano soprattutto per la difesa del&lt;br /&gt;sistema di welfare e dei diritti acquisiti nelle passate legislature. Il&lt;br /&gt;centrosinistra otteneva consensi significativamente sopra la media&lt;br /&gt;solo nell’area dei lavoratori dipendenti pubblici, in particolare tra&lt;br /&gt;i ceti medi impiegatizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il profilo sociale delle coalizioni nelle elezioni del 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La elezioni del 2006 hanno confermato il quadro che si era delineato&lt;br /&gt;nelle elezioni precedenti, con alcune importanti novità.&lt;br /&gt;Il clima di opinione era notevolmente cambiato rispetto&lt;br /&gt;al 2001. I sondaggi avevano rilevano da alcuni anni importanti&lt;br /&gt;trasformazioni nelle attese del pubblico, e una crescente insoddisfazione&lt;br /&gt;per il governo Berlusconi. Le elezioni europee del 2004,&lt;br /&gt;molte elezioni amministrative e soprattutto le elezioni regionali del&lt;br /&gt;2005 mostravano la possibilità di una traduzione dei cambiamenti&lt;br /&gt;del clima di opinione sul piano dei comportamenti elettorali e&lt;br /&gt;del governo delle istituzioni. Molti elettori che avevano votato&lt;br /&gt;in passato per il centrodestra si astenevano dal voto. Risultava&lt;br /&gt;ridimensionato soprattutto il consenso per Forza Italia. Per&lt;br /&gt;cambiare queste tendenze, Berlusconi ha cercato di realizzare&lt;br /&gt;una sorta di «nuova discesa in campo». Con una martellante&lt;br /&gt;campagna mediatica ha inizialmente cercato di rovesciare le&lt;br /&gt;opinioni più diffuse sul suo governo e sulla situazione del paese.&lt;br /&gt;Poiché questa strategia risultava insufficiente per ribaltare l’esito&lt;br /&gt;prevedibile delle elezioni, nelle ultime due settimane prima del&lt;br /&gt;voto Berlusconi ha cercato una crescente drammatizzazione della&lt;br /&gt;situazione. La nuova strategia è stata avviata dal clamoroso scontro&lt;br /&gt;con la dirigenza della Confindustria al convegno di Vicenza.&lt;br /&gt;Berlusconi ha attaccato i «poteri forti», i grandi giornali e i grandi&lt;br /&gt;gruppi finanziari, accusati di tradire gli interessi della base delle&lt;br /&gt;associazioni imprenditoriali e le esigenze della gente comune. Più&lt;br /&gt;che sulle promesse per il futuro, l’attenzione è stata spostata sulla&lt;br /&gt;necessità di difendere i propri interessi di categoria, minacciati&lt;br /&gt;dalla possibile vittoria dell’Unione. Più in generale, la campagna&lt;br /&gt;di Berlusconi ha cercato di attivare le paure latenti più diffuse: non&lt;br /&gt;tanto il timore per i «comunisti», quanto le più concrete possibili&lt;br /&gt;minacce per i risparmi, l’eredità familiare e la casa. Queste paure&lt;br /&gt;sono state rese credibili anche da alcune incertezze ed errori di&lt;br /&gt;comunicazione dei leader del centrosinistra.&lt;br /&gt;Quali effetti ha avuto sulla composizione sociale del voto&lt;br /&gt;la campagna elettorale gestita con grande efficacia dal Cavaliere?&lt;br /&gt;Una prima risposta la troviamo nella tabella 6.1, dalla quale&lt;br /&gt;emerge come la Casa delle libertà sia riuscita a mantenere una&lt;br /&gt;elevatissima capacità di attrazione del voto di tutta l’area del lavoro&lt;br /&gt;autonomo. Gli imprenditori, i liberi professionisti, i commercianti&lt;br /&gt;e gli artigiani scelgono i partiti di centrodestra con probabilità&lt;br /&gt;più che doppia rispetto alle opzioni per il centrosinistra. Sono&lt;br /&gt;emerse però maggiori difficoltà per la Casa delle libertà in tutta&lt;br /&gt;l’area del lavoro dipendente.&lt;br /&gt;Per mettere a fuoco i cambiamenti più importanti nel profilo&lt;br /&gt;sociale del voto, possiamo fare un confronto puntuale con le&lt;br /&gt;elezioni precedenti. Nel 2001 i partiti del centrodestra avevano&lt;br /&gt;un vantaggio di quasi 9 punti percentuali nel voto proporzionale&lt;br /&gt;sul complesso dei partiti di centrosinistra. Nel 2006 i voti sono&lt;br /&gt;diventati quasi equivalenti fra i due schieramenti, anche grazie a&lt;br /&gt;un allargamento delle alleanze.&lt;br /&gt;La notevole riduzione del distacco fra le due coalizioni è avvenuta&lt;br /&gt;contestualmente al cambiamento di orientamento elettorale&lt;br /&gt;in alcuni importanti settori sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TAB. 6.1. VOTO PER LE COALIZIONI NEL 2006 (CAMERA) SECONDO LA CONDIZIONE&lt;br /&gt;                 OCCUPAZIONALE (VALORI PERCENTUALI)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;                                             UNIONE         CASA                  ALTRO         TOTALI      (N)&lt;br /&gt;                                                                    DELLE                PARTITO&lt;br /&gt;                                                                    LIBERTÀ&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dipendente privato                  52,2                47,0                      0,8               100        (328)&lt;br /&gt;Dipendente pubblico               59,8                39,9                      0,3               100        (207)&lt;br /&gt;Lavoro autonomo                    32,2                67,1                      0,7               100        (201)&lt;br /&gt;Atipico                                     60,1                39,9                      0,0               100          (26)&lt;br /&gt;Non occupato                          50,5                49,3                      0,2               100        (695)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale                                      49,9                49,7                      0,4               100      (1.456)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;fonte: Itanes 2006, inchiesta postelettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per alcune condizioni professionali le differenze di percentuali&lt;br /&gt;di voto fra le due coalizioni si conservano quasi invariate&lt;br /&gt;(lavoro autonomo, lavoro dipendente pubblico), come si vede dalla tabella 6.2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TAB. 6.2. DIFFERENZE DI VOTO FRA UNIONE E CASA DELLE LIBERTÀ&lt;br /&gt;                NEL 2001 E NEL 2006 SECONDO LA SITUAZIONE OCCUPAZIONALE&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2006                2001&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;Dipendente privato                                 5,2                        –7,2&lt;br /&gt;Dipendente pubblico                             19,9                        18,2&lt;br /&gt;Lavoro autonomo                                –34,9                      –32,9&lt;br /&gt;Atipico                                                   20,2                        26,1&lt;br /&gt;Non occupato                                          1,2                      –11,1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale                                                      0,2                        –8,8&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;fonte: 2006: Itanes 2006, Inchiesta postelettorale; Itanes 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nell’area del lavoro dipendente privato non è più prevalente&lt;br /&gt;il voto per il centrodestra. È infatti la coalizione di centrosinistra&lt;br /&gt;a raccogliere una più elevata percentuale di voti.&lt;br /&gt;Elementi di importante dettaglio emergono dalla tabella 6.3.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TAB. 6.3. VOTO PER LE COALIZIONI NEL 2006 (CAMERA) E DIFFERENZE FRA UNIONE&lt;br /&gt;                 E CASA DELLE LIBERTÀ NEL 2006 E 2001 SECONDO LA PROFESSIONE&lt;br /&gt;                 (VALORI PERCENTUALI)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;                                            UNIONE    CASA         ALTRO     TOT. (N)      UNIONE  UNIONE&lt;br /&gt;                                                              DELLE       PARTITO                         - CDL       - CDL&lt;br /&gt;                                                              LIBERTÀ                                            (2006)     (2001)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;Dirigente/impiegato privato    49,4          49,8            0,8           100      (97)      –0,4       –3,4&lt;br /&gt;Operaio/esecutivo privato.     53,4          45,8            0,7           100     (232)       7,6       –9,0&lt;br /&gt;Dirigente/impiegato/&lt;br /&gt;Insegnante pubblico               60,7          39,3             0,0          100     (116)     21,4       23,5&lt;br /&gt;Operaio/Esecutivo pubblico.  58,6          40,8             0,6           100       (91)     17,8         8,0&lt;br /&gt;Imprenditore/libero profess.   35,5          64,5             0,0           100       (54)   –29,0     –31,7&lt;br /&gt;Artigiano/commerciante         31,1          68,1             0,8           100     (147)   –37,0     –33,3&lt;br /&gt;Atipico/coord.continuat          60,1          39,9             0,0            100       (26)    20,2        26,1&lt;br /&gt;Pensionato                            49,0          50,7              0,3           100     (346)     –1,7       –9,8&lt;br /&gt;Casalinga                              47,7          52,1              0,2           100     (176)     –4,4     –21,6&lt;br /&gt;Studente                                57,3          42,3              0,4           100      (98)      15,0      11,5&lt;br /&gt;Disoccupato/in cerca di occ.  53,3           46,7             0,0           100       (69)       6,6     –21,4&lt;br /&gt;Totale                                    49,9           49,8             0,4           100     (1.450)    0,1      –8,8&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;fonte: Itanes 2006, inchiesta postelettorale; Itanes 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i dirigenti, i quadri e gli impiegati delle imprese private si&lt;br /&gt;registra una sostanziale parità fra le due coalizioni. Tra gli operai&lt;br /&gt;la maggioranza dei voti va all’Unione. Nel caso degli operai dipendenti&lt;br /&gt;da aziende private si tratta di un cambiamento importante&lt;br /&gt;rispetto al 2001. In quelle elezioni la coalizione di centrodestra&lt;br /&gt;aveva raccolto tra gli operai del settore privato consensi superiori&lt;br /&gt;alla media. Cambiamenti di orientamento elettorale analoghi si&lt;br /&gt;sono realizzati tra gli elettori disoccupati o in cerca di prima&lt;br /&gt;occupazione. Nel 2001 questo settore dell’elettorato, rilevante&lt;br /&gt;soprattutto nell’Italia meridionale, era stato in larga misura attratto&lt;br /&gt;dalle promesse del programma di Berlusconi sull’ampliamento&lt;br /&gt;delle opportunità di lavoro. Nelle ultime elezioni i disoccupati&lt;br /&gt;e le persone in cerca di prima occupazione hanno votato in prevalenza&lt;br /&gt;per l’Unione.&lt;br /&gt;Si possono poi osservare importanti cambiamenti rispetto&lt;br /&gt;al 2001 anche in altre categorie di elettori fuori dal mercato del&lt;br /&gt;lavoro. Tra i pensionati si è molto ridimensionato il distacco&lt;br /&gt;del centrosinistra rispetto alla Casa delle libertà. Anche tra le&lt;br /&gt;casalinghe, in passato molto più disponibili a votare per la coalizione&lt;br /&gt;guidata da Berlusconi, è cresciuta la quota di consensi per l’Unione.&lt;br /&gt;Il centrosinistra ha d’altra parte mantenuto quasi nelle stesse&lt;br /&gt;proporzioni la prevalenza nei settori che erano stati i punti di&lt;br /&gt;forza della coalizione anche nelle elezioni passate. Si è infatti&lt;br /&gt;confermata la netta prevalenza dei consensi per l’Unione tra i&lt;br /&gt;dipendenti pubblici. E resta molto accentuata la preferenza per&lt;br /&gt;il centrosinistra in due categorie sociali a forte composizione&lt;br /&gt;giovanile: gli studenti e i lavoratori atipici e precari, anche se nel&lt;br /&gt;valutare i dati relativi ad alcune categorie occorre tener presente&lt;br /&gt;il numero limitato di casi su cui si basano le stime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Differenze territoriali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tendenze che abbiamo messo in luce a livello nazionale si sono&lt;br /&gt;espresse in modo omogeneo in tutte le aree territoriali? L’Italia&lt;br /&gt;ha avuto da sempre una geografia elettorale molto articolata. Le&lt;br /&gt;differenze della struttura sociale ed economica, e delle tradizioni&lt;br /&gt;subculturali regionali si sono spesso tradotte in tendenze del&lt;br /&gt;comportamento elettorale molto diverse.&lt;br /&gt;Può perciò essere opportuno analizzare i rapporti fra&lt;br /&gt;occupazione e voto tenendo conto della distribuzione territoriale&lt;br /&gt;dei consensi elettorali ottenuti dalle coalizioni. Abbiamo&lt;br /&gt;suddiviso il nostro campione in tre grandi aree: le regioni del&lt;br /&gt;Nord (escludendo l’Emilia-Romagna che ha una diversa tradizione&lt;br /&gt;elettorale), le regioni «rosse» (Emilia-Romagna, Toscana,&lt;br /&gt;Umbria, Marche) e le restanti regioni del Centro-Sud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TAB. 6.4. VOTO PER LE COALIZIONI NEL 2006 (CAMERA) PER AREA TERRITORIALE E&lt;br /&gt;                 SECONDO LA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE (VALORI PERCENTUALI)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;                                             UNIONE         CASA                  ALTRO         TOTALI      (N)&lt;br /&gt;                                                                    DELLE                PARTITO&lt;br /&gt;                                                                    LIBERTÀ&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;REGIONI DEL NORD&lt;br /&gt;Dipendente privato                  48,5               50,2                    1,3                 100         (157)&lt;br /&gt;Dipendente pubblico               51,5               47,8                    0,7                  100          (80)&lt;br /&gt;Lavoro autonomo                    26,3               72,2                    1,5                  100          (84)&lt;br /&gt;Non occupato                          47,2               52,7                    0,1                  100        (271)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REGIONI ROSSE&lt;br /&gt;Dipendente privato                  66,9               33,1                    0,0                  100         (54)&lt;br /&gt;Dipendente pubblico               74,7               25,3                     0,0                  100         (37)&lt;br /&gt;Lavoro autonomo                    44,9               55,1                     0,0                  100         (34)&lt;br /&gt;Non occupato                          68,6               30,8                     0,6                  100         (97)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REGIONI DEL CENTRO-SUD&lt;br /&gt;Dipendente privato                 50,6                49,1                    0,4                   100         (118)&lt;br /&gt;Dipendente pubblico              61,0                39,0                    0,0                   100           (90)&lt;br /&gt;Lavoro autonomo                   33,1                66,9                    0,0                   100           (82)&lt;br /&gt;Non occupato                         47,9                51,9                    0,2                   100         (327)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale                                     49,9                49,7                     0,4                  100       (1.456)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;fonte: Itanes 2006, inchiesta postelettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Casa delle libertà ha ottenuto migliori risultati nelle regioni del Nord&lt;br /&gt;perché la diminuzione dei voti per Forza Italia è stata sostanzialmente&lt;br /&gt;compensata dagli incrementi di due partiti alleati:&lt;br /&gt;Alleanza nazionale e Udc, il partito nato dalla confluenza del&lt;br /&gt;Ccd, del Cdu e di Democrazia europea. In queste regioni, gli&lt;br /&gt;elettori delusi dal Cavaliere solo in misura limitata sono passati&lt;br /&gt;al centrosinistra. Le paure evocate nel corso della campagna elettorale&lt;br /&gt;e la drammatizzazione dello scontro fra le due coalizioni&lt;br /&gt;hanno suggerito un comportamento al tempo stesso disincantato&lt;br /&gt;e prudente a questi elettori, che hanno in molti casi votato per&lt;br /&gt;altri partiti della Casa delle libertà.&lt;br /&gt;Nelle regioni dell’Italia settentrionale il centrodestra ha&lt;br /&gt;accentuato – rispetto a quanto era stato rilevato nell’indagine&lt;br /&gt;Itanes del 2001 – la propria prevalenza tra gli imprenditori, i&lt;br /&gt;commercianti e gli artigiani, come si può vedere dalla tabella 6.4.&lt;br /&gt;La Casa delle libertà resta ancora la coalizione preferita anche tra&lt;br /&gt;i lavoratori dipendenti delle imprese private, ma il suo vantaggio&lt;br /&gt;sull’Unione sembra essersi ridotto, soprattutto fra gli operai. Tra&lt;br /&gt;i dipendenti pubblici delle regioni del Nord è invece il centrosinistra&lt;br /&gt;a prevalere. Ma anche in questo caso, la distanza fra le&lt;br /&gt;coalizioni si è ridotta. Più in generale, si può poi osservare che il&lt;br /&gt;legame fra l’appartenenza all’area dei dipendenti pubblici e il voto&lt;br /&gt;per l’Unione è stato molto più debole nelle regioni settentrionali&lt;br /&gt;rispetto a tutte le altre regioni.&lt;br /&gt;La preferenza di imprenditori e lavoratori autonomi a favore&lt;br /&gt;della Casa delle libertà si è invece espressa con forza in tutte le&lt;br /&gt;aree territoriali. Anche nelle tradizionali regioni «rosse» questa&lt;br /&gt;preferenza è stata netta.&lt;br /&gt;Più incerta appare la competizione fra le coalizioni per la conquista&lt;br /&gt;del voto dei lavoratori dipendenti delle imprese private. Nel&lt;br /&gt;2006 ha prevalso l’Unione, che ha compensato il limitato distacco&lt;br /&gt;nelle regioni settentrionali grazie al voto dei lavoratori dipendenti&lt;br /&gt;dalle imprese private nelle regioni del Centro e del Sud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il profilo sociale del voto per i principali partiti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le trasformazioni che si sono verificate nel profilo sociale del voto&lt;br /&gt;per le coalizioni hanno modificato in modo significativo anche la&lt;br /&gt;fisionomia dei principali partiti?&lt;br /&gt;Per rispondere a questa domanda, prendiamo in considerazione&lt;br /&gt;i profili sociali del voto per Forza Italia e Alleanza nazionale&lt;br /&gt;nell’ambito del centrodestra; e quello del voto per l’Ulivo e per&lt;br /&gt;l’insieme di partiti che rappresentano l’ala sinistra della coalizione&lt;br /&gt;dell’Unione (Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Verdi).&lt;br /&gt;Come si può osservare nella tabella 6.5, questi partiti hanno registrato&lt;br /&gt;differenze notevoli nei livelli di consenso ottenuto nelle&lt;br /&gt;diverse categorie professionali.&lt;br /&gt;Forza Italia mantiene una forte sovrarappresentazione nell’area&lt;br /&gt;del lavoro autonomo (imprenditori, commercianti, artigiani)&lt;br /&gt;e tra le casalinghe. Molto più limitata è stata la capacità del partito&lt;br /&gt;di Berlusconi di conquistare i voti dei ceti medi impiegatizi e&lt;br /&gt;degli operai.&lt;br /&gt;Non appare significativamente cambiato il profilo sociale&lt;br /&gt;dell’elettorato di Forza Italia, anche se il partito ha perso quasi&lt;br /&gt;due milioni di voti (poco meno di 5 punti percentuali) rispetto al&lt;br /&gt;2001. La campagna condotta con efficacia da Berlusconi a partire&lt;br /&gt;dai primi mesi del 2006 ha indubbiamente limitato le perdite,&lt;br /&gt;riattivando buona parte del suo elettorato in quasi tutti i settori&lt;br /&gt;sociali. Con una vistosa eccezione.&lt;br /&gt;La tabella 6.6 mostra con chiarezza che le perdite più rilevanti&lt;br /&gt;(in percentuali, ma anche in termini di quantità di voti espressi)&lt;br /&gt;si sono infatti registrate nel complesso dei ceti popolari (operai,&lt;br /&gt;disoccupati, casalinghe, pensionati). A questi settori sociali Berlusconi&lt;br /&gt;aveva saputo proporre promesse che facevano sperare un&lt;br /&gt;possibile miglioramento delle condizioni di vita. La disillusione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TAB. 6.5. VOTO PER I PRINCIPALI PARTITI NEL 2006 (CAMERA) SECONDO LA CONDIZIONE&lt;br /&gt;                 OCCUPAZIONALE (VALORI PERCENTUALI)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                               FI        AN      UNITI               RC CI            (N)&lt;br /&gt;                                                                                   PER L’ULIVO     VERDI&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ceto medio dipendente                       17,0       11,4       32,9                  9,8            (336)&lt;br /&gt;Imprenditore e lavoratore autonomo    28,3      16,1       21,1                  8,2            (201)&lt;br /&gt;Operaio                                                21,6       14,1       37,5                11,5           (199)&lt;br /&gt;Pensionato                                           26,5      10,5       32,3                  6,7           (346)&lt;br /&gt;Casalinga                                             32,4        9,5       31,0                  9,7           (176)&lt;br /&gt;Studente                                              16,8       16,2       32,9                21,4            (98)&lt;br /&gt;Disoccupati                                          26,4       10,0       31,0                11,7            (75)&lt;br /&gt;Altro                                                     25,1       11,8       32,8                10,7            (25)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale                                                  23,7        12,3      31,2                10,2         (1.456)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;fonte: Itanes 2006, inchiesta postelettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rispetto ai risultati del governo di centrodestra non è stata superata&lt;br /&gt;dalla campagna sui possibili pericoli di un governo dell’Unione.&lt;br /&gt;Ed effetti limitati hanno avuto le promesse di benefici concreti e&lt;br /&gt;immediati proposte nelle ultime settimane: l’abolizione dell’Ici,&lt;br /&gt;della tassa sui rifiuti.&lt;br /&gt;I voti persi da Forza Italia sono stati in buona parte compensati&lt;br /&gt;dall’ampliamento dei consensi per gli altri partiti della&lt;br /&gt;coalizione, soprattutto nelle regioni del Nord. Questi cambiamenti&lt;br /&gt;hanno modificato parzialmente il loro profilo sociale. Alleanza&lt;br /&gt;nazionale ha ottenuto, come tutta la coalizione, livelli più elevati&lt;br /&gt;di consenso nell’area del lavoro autonomo. Ma la penetrazione&lt;br /&gt;in quest’area sociale si è un po’ ridimensionata rispetto al 2001,&lt;br /&gt;mentre sono aumentati i consensi tra gli operai, i pensionati e&lt;br /&gt;le casalinghe. Il partito di Fini, che è riuscito ad ottenere ottimi&lt;br /&gt;risultati anche tra gli studenti, sembra orientarsi alla ricerca di&lt;br /&gt;un consenso elettorale distribuito in modo più omogeneo nelle&lt;br /&gt;diverse posizioni sociali.&lt;br /&gt;L’Ulivo ha conquistato nel 2006 quasi la stessa percentuale di&lt;br /&gt;voti che avevano ottenuto complessivamente i Ds e la Margherita&lt;br /&gt;nel 2001. Ma si sono verificate variazioni importanti nel consenso&lt;br /&gt;ottenuto nelle diverse categorie professionali. Sono notevolmente&lt;br /&gt;aumentati i voti per la lista guidata da Prodi fra gli operai e i&lt;br /&gt;disoccupati. Si è invece un po’ ridotta la capacità di conquistare&lt;br /&gt;i voti dei ceti medi impiegatizi, sia nel settore pubblico che in&lt;br /&gt;quello delle imprese private. Questi ceti, che rappresentano un&lt;br /&gt;tradizionale punto di forza per il centrosinistra, hanno ridistribuito&lt;br /&gt;una parte dei loro voti tra gli altri partiti della coalizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TAB. 6.6. VARIAZIONI NEL VOTO PER I PRINCIPALI PARTITI FRA IL 2001 E IL 2006&lt;br /&gt;(CAMERA) SECONDO LA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE (VALORI PERCENTUALI)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                   FI        AN        UNITI                 RC CI          &lt;br /&gt;                                                                                        PER L’ULIVO        VERDI&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ceto medio dipendente                           –0,2      –1,4          –7,0                  0,9&lt;br /&gt;Imprenditore e lavoratore autonomo       –4,4      –3,7          –1,3                  1,8&lt;br /&gt;Operaio                                                   –7,9        1,4           12,5                –3,0&lt;br /&gt;Pensionato                                              –6,2        1,9             0,4                –1,1&lt;br /&gt;Casalinga                                                –9,7        0,8             1,0                  5,9&lt;br /&gt;Studente                                                 –2,2         1,8             0,3                  7,3&lt;br /&gt;Disoccupati                                           –10,8         0,2             6,6                 1,1&lt;br /&gt;Altro                                                        –7,5         1,6            2,7                  1,3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale                                                     –5,8          0,3            0,1                  1,3&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;nota: Si confronta il voto dell’Ulivo con la somma dei voti per i Ds e la Margherita.&lt;br /&gt;fonte: Itanes 2006, inchiesta postelettorale; Itanes 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per effetto di questi cambiamenti, il voto per l’Ulivo nel&lt;br /&gt;2006 presenta un profilo sociale relativamente omogeneo per la&lt;br /&gt;maggior parte delle categorie sociali. Questo tipo di distribuzione&lt;br /&gt;sociale del consenso può essere ovviamente un punto di forza&lt;br /&gt;per una formazione politica che si propone per il governo del&lt;br /&gt;paese. Resta però una vistosa eccezione: la limitata capacità di&lt;br /&gt;conquistare il voto in tutti i settori del lavoro autonomo. Questa&lt;br /&gt;debolezza è stata compensata dalle percentuali di voto sopra la&lt;br /&gt;media ottenute fra gli operai.&lt;br /&gt;L’elettorato dei partiti che rappresentano l’ala sinistra dell’Unione&lt;br /&gt;(Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Verdi)&lt;br /&gt;ha un profilo sociale molto più articolato di quello dell’Ulivo.&lt;br /&gt;Si può registrare innanzitutto una sorta di polarizzazione dipendente&lt;br /&gt;almeno in parte dall’età: i migliori risultati elettorali sono&lt;br /&gt;stati ottenuti tra gli studenti, i peggiori tra i pensionati. Meno&lt;br /&gt;marcata appare invece una polarizzazione di tipo sociale. I tre&lt;br /&gt;partiti ottengono nel complesso risultati superiori alla media tra&lt;br /&gt;gli operai e i disoccupati, mentre risultano sottorappresentati tra&lt;br /&gt;gli imprenditori e i lavoratori autonomi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un’elezione all’altra: sono cambiati gli orientamenti dei ceti&lt;br /&gt;popolari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo tentare di sintetizzare le tendenze fin qui emerse secondo&lt;br /&gt;una prospettiva leggermente diversa prendendo in esame la classica&lt;br /&gt;variabile della «classe sociale». È possibile infatti attribuire&lt;br /&gt;una posizione sociale a quasi tutti gli intervistati assegnando i non&lt;br /&gt;occupati alla classe del capofamiglia, mentre per i pensionati si&lt;br /&gt;tiene conto della precedente occupazione. Secondo questa prospettiva&lt;br /&gt;si assume che la posizione di classe e i suoi effetti – sul&lt;br /&gt;terreno della definizione degli interessi e dell’identità sociale – si&lt;br /&gt;manifestino nell’ambito delle famiglie coinvolgendo anche tutti gli&lt;br /&gt;appartenenti che non lavorano, e che comunque si mantengano&lt;br /&gt;anche dopo la cessazione del lavoro attivo.&lt;br /&gt;Si può osservare dalla tabella 6.7 come il profilo sociale del&lt;br /&gt;voto per l’Unione e la Casa delle libertà risulti molto diverso&lt;br /&gt;nell’ambito delle classi sociali.&lt;br /&gt;Si rivela nettissima la prevalenza del centrodestra nell’ambito&lt;br /&gt;della borghesia e della piccola borghesia urbana e agricola.&lt;br /&gt;Il centrosinistra nel 2006 prevale invece nettamente tra i ceti&lt;br /&gt;medi impiegatizi, e ancora più nell’ambito della classe operaia.&lt;br /&gt;La prevalenza dell’Unione tra i ceti medi impiegatizi conferma&lt;br /&gt;sostanzialmente una tendenza che si era già manifestata nelle&lt;br /&gt;elezioni precedenti. Le novità più rilevanti emergono ancora una&lt;br /&gt;volta nel comportamento elettorale della classe operaia. Questo&lt;br /&gt;vasto settore sociale, a cui fanno riferimento gli operai, le loro&lt;br /&gt;famiglie e i pensionati con un passato di lavoro operaio, aveva&lt;br /&gt;dato nelle elezioni del 2001 la maggioranza dei voti alla Casa&lt;br /&gt;delle libertà. Nel 2006 si è manifestata una netta trasformazione&lt;br /&gt;delle scelte di voto.&lt;br /&gt;Si possono avanzare diverse spiegazioni per questo cambiamento.&lt;br /&gt;In primo luogo, la percezione di impoverimento e le difficoltà&lt;br /&gt;incontrate nella gestione della vita quotidiana tra gli operai&lt;br /&gt;e nei settori sociali che vivono in condizioni sociali ad essi assai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TAB. 6.7. VOTO PER LE COALIZIONI NEL 2006 (CAMERA) E DIFFERENZE FRA UNIONE&lt;br /&gt;                 E CASA DELLE LIBERTÀ NEL 2006 E 2001 SECONDO LA CLASSE DEL&lt;br /&gt;                 CAPOFAMIGLIA (VALORI PERCENTUALI)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;                                            UNIONE    CASA         ALTRO     TOT. (N)      UNIONE  UNIONE&lt;br /&gt;                                                              DELLE       PARTITO                         - CDL       - CDL&lt;br /&gt;                                                              LIBERTÀ                                            (2006)     (2001)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;Borghesia                               38,2           61,8             0,0        100 (127)       –23,6     –22,6&lt;br /&gt;Classe media impiegatizia      52,4          47,2             0,3        100 (337)           5,2         3,2&lt;br /&gt;Piccola borghesia urbana       34,9          64,5              0,6        100 (288)       –29,6     –16,6&lt;br /&gt;Piccola borghesia agricola      38,7          61,3              0,0        100 (37)         –22,6     –29,9&lt;br /&gt;Classe operaia                        57,8          41,7              0,5        100 (667)         16,1       –6,1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale                                      49,9          49,7              0,4        100 (1.455)       0,2        –8,2&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;fonte: Itanes 2006, inchiesta postelettorale; Itanes 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vicine. Hanno poi certamente influenzato il riallineamento delle&lt;br /&gt;preferenze degli operai e delle loro famiglie la partecipazione a&lt;br /&gt;diverse lotte sindacali contro il governo Berlusconi, soprattutto&lt;br /&gt;le grandi mobilitazioni che si sono sviluppate fra il 2002 e il 2003&lt;br /&gt;per la difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.&lt;br /&gt;Una conferma dei mutamenti negli orientamenti elettorali dei&lt;br /&gt;ceti popolari si può avere prendendo in esame la relazione fra il&lt;br /&gt;voto e il livello di istruzione indicato nella tabella 6.8. Si può infatti&lt;br /&gt;osservare come gli elettori di più basso livello culturale, che nel&lt;br /&gt;2001 votavano in prevalenza per il centrodestra, abbiano espresso&lt;br /&gt;maggiori consensi per il centrosinistra nelle ultime elezioni.&lt;br /&gt;TAB. 6.8. VOTO PER LE COALIZIONI NEL 2006 (CAMERA) E DIFFERENZE FRA UNIONE&lt;br /&gt;                 E CASA DELLE LIBERTÀ NEL 2006 E 2001 SECONDO IL TITOLO DI STUDIO&lt;br /&gt;                 (VALORI PERCENTUALI)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;                                      UNIONE    CASA         ALTRO     TOT. (N)      UNIONE  UNIONE&lt;br /&gt;                                                        DELLE       PARTITO                         - CDL       - CDL&lt;br /&gt;                                                        LIBERTÀ                                            (2006)     (2001)&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;Elementari                       52,9            46,8            0,3         100 (245)          6,1      –11,8&lt;br /&gt;Lic. media                        46,0            53,2            0,8         100 (488)        –7,2      –16,6&lt;br /&gt;Diploma                           50,4             49,4           0,2         100 (575)          1,0          0,0&lt;br /&gt;Laurea                             55,5             44,5            0,0         100 (147)        11,0        –3,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale                              49,9             49,7            0,4          100 (1.454)       0,2       –8,7&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________&lt;br /&gt;fonte: Itanes 2006, inchiesta postelettorale; Itanes 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale si può dire che le elezioni del 2006 hanno confermata&lt;br /&gt;la frattura di orientamenti elettorali fra il lavoro autonomo in tutte&lt;br /&gt;le sue forme e il lavoro dipendente. Si è dissolta invece quella&lt;br /&gt;fra lavoro dipendente nel settore privato e lavoro dipendente&lt;br /&gt;nel settore pubblico. Sono stati soprattutto i mutamenti di preferenze&lt;br /&gt;elettorali degli operai del settore privato a determinare il&lt;br /&gt;cambiamento, con un riallineamento delle preferenze più simile&lt;br /&gt;ai dipendenti del settore pubblico.&lt;br /&gt;Il cambiamento più rilevante rispetto al 2001 si registra nel vasto&lt;br /&gt;settore sociale denominato classe operaia, che raccoglie operai,&lt;br /&gt;famiglie operaie e pensionati che avevano in passato lavorato come&lt;br /&gt;operai. Questo settore di elettori che aveva votato in prevalenza&lt;br /&gt;per la Casa delle libertà ha scelto nelle ultime elezioni l’Unione&lt;br /&gt;con maggiore frequenza, dando un contributo fondamentale per&lt;br /&gt;annullare il vantaggio che i partiti di centrodestra avevano avuto&lt;br /&gt;nell’espressione del voto proporzionale.&lt;br /&gt;Nelle ultime elezioni si è così delineata una tendenziale&lt;br /&gt;polarizzazione sociale del voto secondo una logica molto diversa&lt;br /&gt;da quella tradizionale. In passato la polarizzazione politica fondamentale&lt;br /&gt;che caratterizzava molti sistemi politici europei faceva&lt;br /&gt;riferimento alla contrapposizione fra borghesia e classe operaia.&lt;br /&gt;Ed erano i partiti socialisti e comunisti con forte radicamento&lt;br /&gt;nella classe operaia a proporne i contenuti principali. Nell’Italia&lt;br /&gt;degli anni ’90, sono stati i partiti di centrodestra a proporsi come&lt;br /&gt;rappresentanti degli interessi del lavoro autonomo e dell’impresa&lt;br /&gt;privata. Questo orientamento ha guidato per cinque anni le azioni&lt;br /&gt;del governo Berlusconi. La coalizione di centrosinistra che si è&lt;br /&gt;contrapposta alle politiche dei governi di centrodestra è stata&lt;br /&gt;percepita da molti elettori – soprattutto nelle regioni del Centro e&lt;br /&gt;del Mezzogiorno – come portavoce delle esigenze e degli interessi&lt;br /&gt;del lavoro dipendente e dei ceti popolari.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4959989744853287594-8267390677935452050?l=archivirifovotoclassi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://archivirifovotoclassi.blogspot.com/feeds/8267390677935452050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4959989744853287594&amp;postID=8267390677935452050' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4959989744853287594/posts/default/8267390677935452050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4959989744853287594/posts/default/8267390677935452050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://archivirifovotoclassi.blogspot.com/2007/06/professioni-e-scelte-di-voto-una.html' title='Professioni e scelte di voto: UNA POLARIZZAZIONE TRA LAVORO AUTONOMO E LAVORO DIPENDENTE'/><author><name>l'ernesto urbino: archivi rifondazione comunista</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07138488347624304919</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
